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La Freisa

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Così come il Grignolino, anche la Freisa rimane un vitigno molto controverso che, da secoli, attira le valutazioni più discordanti da parte degli esperti. Se grandi studiosi di viticoltura come Strucchi e Pulliat lo giudicavano un vino di lusso, austero e longevo da non ritenersi inferiore ai migliori rossi piemontesi, Gatta lo condannò invece alla miseria definendolo “sgradevole, se non nocivo” (Gatta, 1835). Una divergenza eclatante, che si spiega solo considerando i tratti di rusticità della Freisa, un vitigno resistente alle malattie e molto produttivo diffuso anche in aree apparentemente poco adatte alla maturazione ottimale delle uve.

Diffusione

Vitigno di rilievo nel Monferrato Astigiano e Casalese, nel Chierese e nell’Albese, la Freisa è inoltre coltivata in tutto l’arco alpino pedemontano, dal Saluzzese al Pinerolese, dal Canavese ai Colli Novaresi. La sua superficie vitata, pari a circa 1041 ettari nel 2014, è andata notevolmente diminuendo negli ultimi anni per rispondere ad un mercato che vede questa varietà impiegata soprattutto come taglio con altri vini.

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Storia

La storia di questa varietà è molto antica: studi accademici, ricerche genetiche e analisi chimiche, hanno messo in luce che la Freisa è un nobile progenitore del Nebbiolo.

Il primo riscontro storico della preziosità di questo vitigno è dovuto ad alcune bolle doganali del comune torinese di Pancalieri che, nel 1517, autorizzavano il trasporto di un vino molto pregiato chiamato Fresearum. Ancora, il Conte Giovanni di Rovasenda, noto e stimato botanico dell’Ottocento che presiedeva la commissione incaricata della classificazione dei vitigni piemontesi, lo descrisse come uno tra i più diffusi vitigni del Piemonte nel suo Album ampelografico.

Dopo un grande sviluppo durato fino a metà del secolo scorso, la Freisa ha subito un rapido declino fino a divenire un vino secondario, adoperato esclusivamente per conferire longevità e struttura a vini che ne erano carenti.

Caratteristiche del vitigno

Vitigno molto sensibile al terroir, la Freisa è soprattutto nota per la sua vigoria: di altezza elevata, la Freisa possiede tralci che presentano lunghi internodi e hanno portamento eretto. Questa varietà di pianta è molto amata dai viticoltori per la sua facilità di coltivazione e per la sua capacità di superare indenne le brinate tardive. Poco suscettibile anche alle malattie crittogamiche e, nello specifico, quasi mai vittima della peronospora, della muffa e del marciume del grappolo, la Freisa è però meno tollerante nei confronti dell’oidio, una delle principali malattie funginee delle viti.

La produttività di questa varietà, spesso penalizzata da fenomeni di colatura che ne danneggiano gli acini, può essere di media entità e di non piena costanza.

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Di dimensione media o piccola a seconda del terreno, di forma cuneiforme e trilobata,Mediamente compatto o spargolo, di forma quasi cilindrica con, al più, un’ala in cima.Mediamente compatto o spargolo, di forma quasi cilindrica con, al più, un’ala in cima.

Caratteristiche del vino

Per la sua estrema sensibilità al terroir e ai fattori ambientali, questo vitigno si presta a molteplici stili di vinificazione che danno vita a prodotti incredibilmente diversi. I vini nati da questa varietà possono essere secchi, dolci, tranquilli, frizzanti, molto giovani o altrettanto propensi all’invecchiamento.

Il rosso rubino scuro della Freisa, la sua buona concentrazione tannica e l’alta concentrazione di polifenoli che ne assicura struttura e longevità, hanno fatto sì che, nel tempo, questa varietà venisse adoperata per donare queste caratteristiche a vini che ne erano carenti.

A seconda del processo di vinificazione, la Freisa può presentarsi al palato in versione secca, dolce e leggermente frizzante. Al naso, questo vino presenta note di lampone e frutti di bosco, caratteristica esaltata nei vini vivaci (leggermente frizzanti) che tende a perdersi durante l’invecchiamento.

Da giovane è un vino fresco, dotato di vivacità e brillantezza, mentre assume toni più maturi con il tempo. Nella versione dolce è un ottimo abbinamento per la pasticceria secca o cremosa, mentre nella versione secca si abbina con i salumi, le carni rosse non elaborate e alcuni formaggi stagionati, ma si può anche con primi piatti al ragù.

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